
Che il calore fosse un’arma contro il cancro è cosa risaputa fin dall’antichità. Viene fatto risalire al 2640 a.C.
il papiro Smith, una delle più antiche testimonianze dell’arte medica e proprio in questo documento viene fatto riferimento all’uso di ferri roventi per bruciare un tumore della mammella.
Venendo ai giorni nostri, è della prima metà degli anni ’90 l’uso in clinica di campi elettromagnetici nello spettro di lunghezza delle onde radio (radiofrequenze): mediante agi- tazione ionica si otteneva calore veico- lato all’interno del tumore non da ”ferri roventi” ma da aghi-elettrodo.
L’evoluzione successiva è avvenuta con le microonde (le stesse del nostro forno di casa): queste provocano la ro- tazione di molecole d’acqua, notoria- mente presente in tutti i tessuti, di sva- riati miliardi di volte al secondo. Queste rotazioni hanno come effetto finale la produzione di calore per “sfregamen- to”; particolari dispositivi denominati antenne vengono posizionate nella lesione neoplastica e quindi azionate.
Ma di cosa stiamo parlando? Della ormai riconosciuta quarta arma con- tro i tumori dopo la chirurgia, la terapia farmacologica (cosiddetta chemiote- rapia) e la radioterapia: la termoabla- zione.
Tecnicamente si chiama «Termo- ablazione mediante radiofrequenza o microonde». In pratica si traduce come reale speranza di guarigione con mini- mo impatto sulla qualità di vita.
La nuova struttura
Dal mese di gennaio è attivo presso la Casa di Cura Villa Berica, struttura del Gruppo Garofalo Health Care (GHC), il nuovo centro di Epatologia e Terapie Oncologiche Mininvasive, una struttu- ra all’avanguardia, tra le pochissime re- altà nel suo genere in tutto il Nord Est, specializzata nella cura dei tumori di piccole dimensioni – al fegato e al rene – mediante la termoablazione.
Ne abbiamo parlato con il Dottor Mauro Mazzucco, Responsabile del Centro. «Il principio su cui si basa è quello di intervenire selettivamente sul tumore, sfruttando il calore prodotto da onde elettromagnetiche, radio- frequenza e microonde, per ‘brucia- re’ con assoluta precisione le cellule malate, lasciando intatte quelle anco- ra sane circostanti. In questo modo diventa possibile operare un tumore senza anestesia generale, senza tagli e dunque senza cicatrici, con degen- ze brevissime e anche costi molto ri- dotti. L’intervento, infatti, dura appena 10- 15 minuti, richiede solo una blanda sedazione del paziente e comporta un ricovero non superiore a tre giorni».
Il tutto grazie anche ad un significativo investimento di Villa Berica in questa tecnologica innovativa: «Con l’attiva- zione di questo Centro – spiega ancora il dott. Mazzucco il Gruppo prosegue gli investimenti in alta tecnologia, ed è stata acquisita una strumentazione di alto livello, tra cui un ecografo con un software specifico per l’epatologia, che ci consente inoltre di definire in modo preciso le condizioni del fegato (misura quantitativa della fibrosi e del grasso) senza dover ricorrere necessariamente alla biopsia, se non in casi dubbi, dun- que evitando anche in fase diagnostica un approccio di tipo invasivo. E voglio sottolineare che si tratta di una delle prime apparecchiatura di questo gene- re in Veneto».
Tutti i trattamenti del nuovo Centro di Epatologia e Terapie Oncologiche Mininvasive di Villa Berica – sono già una ventina quelli realizzati con suc- cesso nel primo mese e mezzo di atti- vità – sono convenzionati con il siste- ma sanitario regionale e l’accesso dei pazienti avviene su impegnativa dello specialista ospedaliero o del medico di famiglia.
Cos’è e a cosa serve
La termoablazione è un intervento che, mediante l’uso di aghi particola- ri che portano ad alte temperature la zona malata, permette di eliminare al- cuni tipi di tumore in pazienti selezio- nati senza anestesia generale e senza ricorso al bisturi e con gli stessi risultati della chirurgia, preservando i tessuti circostanti sani.
Il bersaglio riferibile al tumore da trat- tare è identificato da esami radiologici come ecografia e TAC che servono da guida: la lesione viene caratterizzata ed identificata, quindi con estrema preci- sione il dispositivo viene posizionato all’interno della stessa; segue l’attivazio- ne del generatore con produzione di ca- lore con temperature che nel caso delle microonde raggiungono i 140-150°.
Una temperatura superiore ai 50 gradi mantenuta per alcuni minuti, innesca un processo che provoca la morte della cellula.
Gli organi nei quali è praticabile la termoablazione sono molti: fegato, rene, polmone, ossa, prostata, tiroide, pancreas, utero elencati in termini di numero di interventi ed indicazione.
Tale procedura, naturalmente, non è sempre utilizzabile. Per ottenere un buon risultato è fondamentale la se- lezione accurata del caso da trattare e l’esperienza del centro che la esegue: la scelta del paziente avviene a livello multidisciplinare con la collaborazione di diverse figure professionali, dal radio- logo al chirurgo, dal clinico, all’oncolo- go e all’interventista. Per l’operatività è bene affidarsi a centri esperti e opera- tori con esperienza, caratteristiche che riducono la probabilità di eventi avversi e migliorano l’esito finale.
Casistica
Grazie all’esperienza maturata in più di 20 anni il Dr Mazzucco ge- stirà il centro di Epatologia e terapie oncologiche mininvasive di Villa Berica Dal Settembre 1998 ad oggi sono stati eseguiti quasi 1500 in- terventi di termoablazione su vari organi (fegato, rene, tiroide, ossa, polmone).
Fegato: In particolare sono circa 1000 i casi di fegato con tumori primitivi e metastatici trattati. In questo che è l’organo che per primo storicamente è stato sottoposto a questi trattamenti si ottengono ot- timi risultati.
Nel caso del tumore primitivo, epatocarcinoma, si sono ottenute sopravvivenze pari al 50-60% circa a 5 anni (da sottolineare che tale tumore insorge nella maggior parte dei casi su epatopatie croniche – cirrosi epatica determinante nella prognosi) e sovrapponibili a quelle raggiunte nei report della letteratura.
Per le lesioni metastatiche la termoablazione svolge un ruolo si- nergico alla chemioterapia si è dimostrata efficace nell’allungamento della sopravvivenza.
Rene: l’esperienza è su più di 300 pazienti con neoplasia renale e tale casistica è in via di pubblicazione su rivista scientifica. Il lavoro ha rilevato una percentuale di successo della termoablazione mediante microonde è risultato pari al 98.7% . I pazienti seguiti per un tempo medio di 5 anni (range 1-12 anni) hanno poi dimsotrato una sopravvi- venza totale del 96.4% e sopravvivenza cancro relata del 99.2%.
Tiroide: l’indicazione al trattamento è per gozzi, grossi noduli beni- gni solidi o cistici con associati sintomi da compressione o disesteti- smi; noduli iperfunzionanti.
Qui lo scopo è la riduzione volumetrica con risoluzione della sinto- matologia e dell’ipertiroidismo nei noduli autonomi.
La riduzione volumetrica del nodulo trattato può arrivare al 60- 80% a 6 mesi.
L’esperienza personale è su 70 casi circa con una percentuale di successo del 98%.
Infine, in alcune linee guida internazionali si sta ponendo indica- zione alla terapia locoregionale con radiofrequenza anche nei piccoli tumori papillari con diametro fino a 10 mm.
La Tecnica
L’intervento di termoablazione ha un basso impatto sulla qualità di vita del paziente. Si tratta di un intervento in sedazione profonda (non anestesia generale) quindi il paziente, salvo assoluta necessità, è in respiro spontaneo e questo riduce sensibilmente il peso dell’operazione.
Non vi sono tagli e l’accesso al tumore avviene per via percutanea sotto la guida dell’ecografia nella maggior parte dei casi o della TaC o ancora mediante l’uso di fusione
di immagini ecografia + TAC o RMN grazie a particolari software dedicati presenti nell’apparecchiatura ecografica acquisita di recente nel centro della Casa di Cura Villa Berica. Il trattamento può durare dai 5 ai 20-30 minuti massimo variabile in base alle dimensioni e numero delle lesioni (possibile il trattamento anche di più lesioni nella stessa seduta anche se localizzate in organi diversi).
La mobilizzazione avviene già dopo 3-4 ore dall’intervento e normalmente sono richieste non più di 24-48 ore di degenza.
I successivi fondamentali passi sono i controlli che devono essere serrati e da effettuarsi a 30, 90, 180, 360 giorni dopo l’intervento e quindi ogni 6-12 mesi con ecografia, TAC o RMN a seconda dell’indicazione dello specialista.
Vi sono dei chiari limiti intrinseci della metodica. ogni atto medico, infatti, e ciò vale in particolare per la termoablazione, va ritagliato sul singolo paziente.
Sono trattabili tumori fino a 4-5 cm di diametro ed in numero limitato (massimo 3-4 lesioni valutate caso per caso) che colpiscano organi “solidi”.
Selezionati con cura i casi da trattare e le caratteristiche del paziente, questo tipo di metodica può in alcuni casi essere una valida alternativa all’intervento chirurgico tradizionale e di aiuto alla chemioterapia con miglioramento dei risultati, due aspetti questi estremamente importanti.
Per questo la stretta collaborazione tra i vari professionisti è fondamentale: la termoablazione è un intervento mini-invasivo che in alcuni casi può essere offerta al posto della chirurgia, ma tale decisione va presa dopo attenta valutazione di ogni singolo caso. Il basso impatto e i buoni risultati della termoablazione la pongono come una terapia da prendere in considerazione come prima scelta per alcuni tipi di tumore e in altri casi come alternativa.
Per alcuni tipi di neoplasie come il tumore primitivo del fegato (epatocarcinoma) di dimensioni fino a 3 cm le linee guida nazionale ed internazionali hanno stabilito che il trattamento con termoablazione è equivalente alla chirurgia tradizionale. Per quanto riguarda il tumore renale fino a 4 cm il successo clinico è superiore al 98%.
Infine, alcuni tumori benigni di tiroide e utero possono giovarsi del trattamento termo-ablativo al posto di quello chirurgico.
Per informazioni telefonare o compilare il form per essere ricontattati.
Centro di Epatologia e Terapie oncologiche mininvasive
Casa di Cura Villa Berica – Vicenza
Via Capparozzo 10, Vicenza (Uscita A4 Vicenza EST direzione centro – Caserma Ederle)
Tel. + 39 0444 219150 (mar – venerdì 8.30 – 13.00)

